Disabilità da infortunio sul lavoro: La Lesione midollare- L'esoscheletro TWIN

La lesione midollare è una lesione del midollo spinale. Una zona del midollo spinale, a causa di un infortunio, un trauma o una malattia, viene danneggiata o recisa e di conseguenza si interrompe la comunicazione tra il cervello e le regioni del corpo sottostanti alla lesione.

Esistono diversi tipi di danni al midollo spinale: quanto più in alto si verifica una lesione del midollo spinale, tanti più muscoli saranno colpiti. In caso di paraplegia, la lesione del midollo spinale colpisce le gambe. In caso di tetraplegia, gli arti colpiti sono braccia e gambe.

Nel caso della lesione midollare completa, il midollo spinale è stato reciso completamente e non consente la trasmissione di segnali. Pertanto, sotto il livello di lesione, la sensibilità e la capacità motoria sono compromesse.

La posizione anatomica e la gravità della lesione determinano il tipo di condizione vescicale e intestinale che si presenterà: quanto più in alto si verifica una lesione, tanto più grave sarà per la salute.

Il pre ricovero

Ruolo importantissimo è rivestito dal fatto che la persona che ha subito una lesione del midollo spinale venga presa in carico entro le prime 24 ore: riuscire a prestare assistenza nell’arco di questo periodo può influenzare in maniera significativa la risposta ai trattamenti curativi. Prima del ricovero ospedaliero è necessario valutare, tempestivamente, i parametri vitali e il livello di coscienza del paziente (in base alla Glasgow Coma Scale), oltre a provvedere ad una immediata immobilizzazione della colonna vertebrale al fine di preservare le componenti potenzialmente non coinvolte. La situazione più raccomandabile è che il paziente giunga ad accedere all’assistenza in fase acuta entro due ore dalla lesione, in modo tale da poter effettuare, nel più breve tempo possibile, anamnesi medica, segni e sintomi sensitivi e motori, disfunzioni dell’apparato vescico-sfinterico e intestinale, edemi localizzati, esame neurologico (sensitivo e motorio), raggi X, tomografia computerizzata, risonanza magnetica e analisi del sangue.

 Nel caso in cui, infatti, dagli accertamenti risultasse un’instabilità del rachide o una compressione del midollo spinale, sarebbe necessario intervenire rapidamente con tecniche chirurgiche o conservative. 

 

Valutazioni durante il ricovero

 

I fattori da considerare per determinare l’approccio di gestione più appropriato sono i seguenti: livello della lesione, tipo di frattura, grado di instabilità, presenza di compressione neurale, disponibilità delle risorse e delle competenze, i benefici e i rischi. Da questa valutazione, infatti, è possibile determinare l’opportunità di un intervento chirurgico o di un intervento di tipo conservativo, trattamenti di cui il paziente verrà informato, illustrando con chiarezza le opzioni che lo stesso ha a disposizione. Il metodo conservativo comprende l’immobilizzazione della colonna, in modo da ridurre o contenere la lussazione attraverso il riposo a letto, accompagnata da trazioni del rachide o dall’utilizzo di ortesi che dovranno essere tenute per sei o più settimane; la gestione chirurgica prevede la decompressione della colonna vertebrale, contenendo la lussazione e/o rimuovendo i frammenti della frattura che possono andare a comprimere le strutture nervose: anche in questo caso, si sottolinea l’importanza della tempestività dell’intervento, poiché studi effettuati in nord America indicano che una decompressione chirurgica operata sulla colonna entro le 24 ore dalla lesione midollare può influire positivamente sul decorso clinico portando benefici ai risultati neurologici. (World Health Organization, 2013). Passata la fase acuta, un’assistenza sanitaria e riabilitativa permette di prevenire problematiche secondarie e favorisce alla persona una vita produttiva. La riabilitazione come tale è “una serie di misure che aiutano l’individuo a raggiungere e mantenere la funzionalità ottimale nell’interazione con il proprio ambiente” essa deve essere presente già dalla fase acuta e comprendere tutto il percorso riabilitativo del paziente, per recuperare maggior funzionalità possibile. (World Health Organization, 2013). Affinché mantenga la sua funzionalità, il corpo umano, menomato da una lesione midollare, necessità di esercizio per migliorare, ripristinare o mantenere un’attività muscolare efficiente.

 

Post ricovero

 La circolare 7/22 di INAIL, prevede un’ampia fornitura di dispositivi utili per il reinserimento nella vita sociale di una persona che ha subito una lesione bassa midollare: oltre all’abbattimento delle barriere architettoniche per la prima ed un’eventuale seconda casa, garantendo l’accessibilità agli ambienti domestici anche tramite la domotizzazione degli ambienti, INAIL può fornire:

  • Carrozzina manuale ordinaria e di riserva;

  • Carrozzina elettrica;

  • Sedia comoda (per i bisogni fisiologici);

  • Materiale sanitario utile come ausilio per vescica e intestino;

  • Adattamento autovettura;

  • Sollevatore;

  • Standing;

  • Protesi/ausili per praticare sport


Studi indicano che una pratica ripetuta, ovvero movimenti ripetitivi e una stimolazione elettrica sono ideali per migliorare la forza e la funzione muscolare degli arti superiori, mentre per gli arti inferiori, la riabilitazione si concentra su esercizi passivi e attivi di allungamento muscolare, sul recupero dell’ampiezza del movimento e il rinforzo muscolare, sul ripristino della postura e oltre a formazione sull’utilizzo e  di ausili quali ortesi, stampelle, deambulatori e parallele. 

La pratica costante di esercizio terapeutico è fondamentale per ottenere benefici fisiologici e psicologici come la riduzione del dolore, il miglioramento delle articolazioni, riduzione della spasticità, incremento della forza e della resistenza muscolare. Per rendere ancora più efficiente il ritorno ad una vita soddisfacente, si utilizzano tecniche per imparare e perfezionare nuove e alternative strategie per la gestione delle attività della vita quotidiana e superare le limitazioni imposte dalla nuova condizione fisica.


Esoscheletro Twin di Inail e IIT


Immagine che contiene automa meccanico

Descrizione generata automaticamente



“Twin”, l’esoscheletro sviluppato dai ricercatori del Centro Protesi Inail e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) ha vinto il premio “IF” International Forum Design 2022, nella categoria “Product-Medicine/Healt”.


Selezionato tra 11 mila altri candidati. Dal 1954 L'IF Design Award è considerato uno dei premi per il design più prestigiosi al mondo e giudice indiscusso dell’eccellenza nel campo della progettazione. L’esoscheletro “Twin” è stato selezionato tra 11 mila candidature presentate da 57 Paesi e valutato da una giuria di 132 membri, composta da esperti indipendenti provenienti da tutto il mondo. Il design accattivante e il layout high-tech costituiscono i fattori di successo che hanno portato al conseguimento del prestigioso riconoscimento per “Twin” per i designers di ddpstudio e per il Rehab Technologies Lab IIT-Inail. L’esoscheletro è attualmente sottoposto ad un necessario periodo di sperimentazione con pazienti. 

Twin si differenzia dalle altre protesi con funzione simile perché consiste in un Esoscheletro di arto inferiore che consente ai pazienti con lesioni del midollo spinale di camminare in modo indipendente, ed è dotato di alcuni punti di forza, quali la sua facilità d'uso, la sua vestibilità e la sua portabilità. TWIN diventerà, inoltre, in breve tempo uno strumento d'uso clinico e riabilitativo, con la possibilità di fornire feedback sullo stato di salute del paziente in cura, di monitorare i principali parametri fisiologici, anche ai fini della sicurezza, e di produrre report specifici sull'andamento e risultati e personalizzazione del percorso.

Twin è un dispositivo robotico indossabile, autonomo, che consente alle persone con lesioni spinali complete e parziali di camminare di nuovo. La sua tecnologia è in grado di valutare i progressi riabilitativi e di definire il livello di assistenza in ogni momento; utilizza il movimento residuo del paziente per assisterne la camminata, intervenendo, solo se è necessario, per sostenerlo e aiutarlo a completare correttamente il passo. Quando il paziente inclina il busto in avanti, Twin si muove. Per fermarsi, si esercita un movimento leggero nella direzione opposta, riportando il busto in posizione eretta. La velocità “di crociera” è più o meno metà di quella di un soggetto sano, circa 2 o 2,5 km/h.

È pensato per essere usato in combinazione con la sedia a rotelle, almeno per il momento. Permette di passare facilmente dalla posizione seduta a quella in piedi, è smontabile e può essere indossato facilmente, in pochi minuti, pur restando seduti. È regolabile in altezza e può supportare utenti fino a 110 kg di peso.

È composto da una struttura rigida che serve a mantenere il paziente in posizione eretta e ha 4 motori, due alle anche e due alle ginocchia. Il bacino è una scocca in fibra di carbonio e contiene il cervello e il cuore di Twin, cioè il sistema di controllo e le batterie. L’autonomia consente una camminata continua con fino a 4 ore.

Una volta completato, Twin affronterà la sperimentazione clinica, la certificazione e poi il mercato. E ancora una volta si confronterà con l’essere umano: come verrà accolto?

La tecnologia, quando nasce, è ancora indietro rispetto alla natura, sebbene alcuni pazienti ci credano invece molto perché l’esoscheletro sblocca la possibilità di interagire guardando le persone negli occhi alla stessa altezza. 

Rimane solo da superare i pregiudizi a livello sociale: la stessa sedia a rotelle ora è considerata normale, però, 50 anni fa, uno che passava per strada in sedia a rotelle lo guardavano tutti. L’innovazione non è solo tecnologica ma anche culturale: quando l'esoscheletro verrà guardato con l'indifferenza riservata oggi ad una carrozzina (che fino a 50 anni fa attirava l'attenzione dei passanti), sicuramente questo ausilio verrà accettato con più serenità e con meno reticenza



Riferimenti e bibliografia

Mao G., Hopkins J, Lesione del midollo spinale e delle vertebre, 2021

https://www.msdmanuals.com/it-it/casa/lesioni-e-avvelenamento/lesioni-spinali/lesioni-del-midollo-spinale-e-delle-vertebre

S. Mirek, C.Cao, M. Friszek.  Trauma vertebromidollare EMC Urgenza Vol 26 n. 3 Elsevier

Andrew L G. et al.,. Advances in Imaging of Vertebral and Spinal Cord Injury, J Spinal Cord Med. (2010) ; 33(2): 105–116.

World Health Organization, (2013). International Perspectives on Spinal Cord Injury. Disponibile da: http://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/94190/9789241564663_eng.pdf?sequen ce=1

Vertical, Fondazione italiana per la cura della paralisi, (n.d.). La Lesione Midollare. Disponibile da: http://www.fondazionevertical.org

WWW.INAIL.IT

 


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