Le "piccole scuole"

 


 

Per contrastare il fenomeno della povertà educativa nelle Aree Interne ed assottigliare le differenze di qualità formativa instauratasi nel corso degli anni dovute non solo all’ubicazione delle scuole, ma anche a politiche di sviluppo locale non efficienti; INDIRE (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e Ricerca Educativa) ha istituito il movimento “Piccole Scuole” nel 2017. Il progetto interessa le scuole delle isole minori e delle zone montane e rurali, per un totale di circa 300.000 studenti.

 

L’obiettivo principale del movimento è quello di contrastare lo spopolamento ed evitare la dispersione scolastica che troppo spesso affligge questi territori.

Sono stati individuati due strategie applicabili alle diverse esigenze territoriali, basati sulla collaborazione e che permettono di rafforzare competenze comunicative e di scrittura degli studenti per mezzo di strumenti di comunicazione asincrona e sincrona: la didattica condivisa e l’ambiente di apprendimento allargato.

 

Il primo modello prevede l’uso quotidiano delle videocall tra due o più classi appartenenti scuole diverse. Nelle piccole scuole lo scarso numero di studenti fa sì che i ragazzi siano raggruppati in pluriclassi; in questo contesto, la lezione condivisa favorisce lo scambio di esperienze e garantisce tutti gli insegnamenti disciplinari.

Le ICT sono l’elemento basilare e la didattica viene ri-strutturata con metodologie innovative e differenti sistemi di valutazione. Le possibilità d’uso contemplano collegamenti in classe tra studenti di altre scuole, con alunni impossibilitati ad essere in aula, incontri a distanza con esperti disciplinari e/o tutor (Indire).

 

Nel secondo scenario una o più classi lavorano a un progetto comune e organizzano incontri periodici tra docenti, studenti e/o esperti che possono fare uso anche di videoconferenze così come di altri setting tecnologici in base al tipo di progetto; in questo caso la didattica a distanza non è destinata a sostituire la prassi consueta, diventa piuttosto una metodologia complementare all’insegnamento ‘tradizionale’ che offre il vantaggio di ottimizzare risorse e servizi professionali e consente maggiori opportunità d’interazione tra docenti, studenti e loro familiari (Indire).

 

Tutto questo per potenziare l’offerta delle scuole e rendere il divario tra le piccole scuole e le scuole “normali” delle aree sviluppate meno ampio, favorendo così la crescita personale di ogni individuo residente e mettendo quindi a disposizione tutti gli strumenti necessari per acquisire ed apprendere le conoscenze necessarie per affrontare le sfide della vita odierna.

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