Un nuovo approccio all’organizzazione aziendale, in cui le esigenze individuali del lavoratore (specie se svantaggiato) si possono contemperare, in modo complementare, con quelle dell’impresa, è il lavoro agile, lo smart working. Si tratta di una formula lavorativa flessibile a 360 gradi: la prestazione lavorativa diventa flessibile rispetto all’orario e al luogo di lavoro.
Lo strumento chiave del lavoro agile è il computer. Gli strumenti tecnologici e le innovazioni sono state la base del lavoro agile.
La possibilità di lavorare a distanza supera gli ostacoli dati dalle barriere architettoniche e dagli spostamenti da casa a lavoro, consente una maggiore autonomia e la possibilità di dimostrare con i risultati e non con la presenza il valore professionale.
L’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus ha permesso di acquisire un’esperienza preziosa che va capitalizzata per il futuro e che potrebbe essere una delle soluzioni per permettere di lavorare alle persone disabili, con grandi difficoltà a spostarsi.
L’Osservatorio del Politecnico di Milano definisce il lavoro agile “una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.
Non è soltanto una mera iniziativa di work-life balance e welfare aziendale per le persone: può aiutare a superare degli ostacoli, innescandosi in un cambiamento culturale molto profondo che richiede una grande evoluzione dei modelli organizzativi aziendali.
La produttività individuale può aumentare significativamente con una formula intelligente di questo tipo e può consentire una migliore qualità della vita, minimizzando le difficoltà generate da deficit motori, inidoneità professionali e incompatibilità fisiche di vario genere.
Il lavoro agile è il risultato di un sapiente uso dell’innovazione digitale a supporto di un approccio strategico che punta sull’integrazione, l’inclusione delle diversità, sulla collaborazione tra le persone e, più in generale, tra le organizzazioni. Tale formula permette di coinvolgere persone e gruppi di lavoro, malgrado le barriere materiali.
Spesso lo smart working viene concepito ormai come una forma di LAD (parliamo di DAD per la Didattica a Distanza, perché non parlare di LAD per indicare il Lavoro a Distanza?).
Le tecnologie digitali ci hanno consentito di abilitare e supportare nuovi modi di lavorare, di facilitare la comunicazione, la collaborazione e la creazione di network di relazioni professionali tra colleghi e con figure esterne all’organizzazione.

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